Secondo il CEO e fondatore di Messari, Ryan Selkis, le autorità di regolamentazione potrebbero vedere la recente crescita delle crypto come un problema.

“Non sono mai stato più rialzista sulle crypto, ma credo che tutti stiano sottovalutando il rischio associato alla regolamentazione globale,” ha twittato giovedì Selkis, aggiungendo:

“Quando le crypto sembrano giocattoli, non sono una minaccia. Quando le stablecoin private raggiungono i volumi di PayPal, iniziano ad apparire come un’arma.”
Nei dodici mesi successivi al suo crollo sotto i 4.000$ a marzo 2020, il prezzo di Bitcoin (BTC) ha superato i 60.000$. Anche gli asset della DeFi sono saliti alle stelle nell’ultimo anno: Yearn.finance (YF) è passato da meno di 1.000$ a oltre 48.000$. Per non parlare poi dei token non fungibili, l’attuale mania nel settore, che potrebbero battere ogni record. Di recente, un artista conosciuto come Beeple ha venduto all’asta un’opera d’arte sotto forma di NFT per 69 milioni di dollari.

Selkis ha indicato il suo target per incassare i profitti (presumibilmente per Bitcoin), in relazione alle forti preoccupazioni normative. “I miei primi ordini di vendita sono pronti a 80.000$,” afferma nel tweet. “Venderò il 5% a 80.000$-100.000$, e un altro 5% a 100.000$-125.000$,” ha precisato in un altro tweet rispondendo ai commenti sul suo post iniziale. “Dopodiché vedremo come vanno le cose,” ha aggiunto.

Durante l’ultimo grande boom delle crypto nel 2017, le initial coin offering, o ICO, erano al centro dell’attenzione. Negli anni a seguire, le autorità di regolamentazione statunitensi hanno incrementato la loro supervisione sul settore, prendendo provvedimenti contro diversi progetti. La regolamentazione ha influenzato le crypto anche in altre regioni e in vari modi, inclusa l’Unione Europea con la sua Quinta Direttiva Antiriciclaggio.

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