L’aggiornamento v3 di Uniswap mira a massimizzare l’efficienza del capitale, ma potrebbe peggiorare molti dei problemi legati alla perdita impermanente che affliggono la DeFi

Negli ultimi mesi, l’exchange decentralizzato Uniswap e il suo governance token UNI stanno superando ogni aspettativa. Di recente, il DEX più grande del mondo ha registrato un volume di trading settimanale superiore a 10 miliardi di dollari. Inoltre, secondo le stime, il volume di trading giornaliero di Uniswap ammonta attualmente a circa 2,3 miliardi di dollari.

Il CEO di Uniswap, Hayden Adams, ha twittato a proposito del traguardo condividendo un grafico raffigurante un aumento del 25,7% per il volume di trading settimanale. Se la piattaforma riuscirà a mantenere il suo ritmo attuale, nei prossimi 12 mesi elaborerà 500 miliardi di dollari in transazioni.

La crescente popolarità di Uniswap sembra derivare dal fatto che consente agli investitori di scambiare con relativa facilità vari progetti della finanza decentralizzata e altre criptovalute quasi sconosciute, che potrebbero non essere disponibili su exchange decentralizzati popolari come Binance o Coinbase.

Di conseguenza, anche il prezzo del token nativo di Uniswap ha assistito a una forte crescita. Dall’inizio dell’anno, il valore del token è aumentato da 5$ fino a superare i 40$: un rally di 8x nel giro di solo quattro mesi.

Anche il mercato della finanza decentralizzata sembra andare alla grande in questo periodo, come dimostrano i 67 miliardi di dollari attualmente bloccati nelle varie piattaforme DeFi. Questa cifra era addirittura più alta solo una settimana fa. Tuttavia, la recente correzione generale nei mercati (in cui sono stati spazzati via circa 300 miliardi di dollari in valore crypto cumulativo quasi da un giorno all’altro) ha nuovamente ridimensionato il TVL.

Uniswap v3 sarà rivoluzionario?
Secondo un annuncio del 21 aprile, Uniswap ha fatto un altro passo avanti verso il lancio della nuova iterazione della sua piattaforma, chiamata v3, su tutti i test network di Ethereum, con il lancio sul mainnet previsto per il 5 maggio. Più nello specifico, gli smart contract centrali e ausiliari della v3 sono stati implementati sui testnet Ethereum Ropsten, Rinkeby, Kovan e Goerli.

Per quanto riguarda ciò che l’ultimo aggiornamento comporta, ora Uniswap si avvarrà del concetto di “efficienza del capitale,” complicando potenzialmente l’aspetto legato al reddito passivo della fornitura di liquidità sulla sua piattaforma per molti investitori occasionali nella DeFi. Offrendo la sua opinione sull’aggiornamento, Brandon Iles, co-fondatore del protocollo di criptovaluta Ampleforth, ha spiegato a Cointelegraph:

“Credo che il design della v3 sia una progressione naturale a livello filosofico dal punto in cui si trovano. Sarà interessante osservare come (o se) altre piattaforme reagiranno. Credo che questo sia il punto in cui Uniswap e gli altri AMM inizieranno a divergere. Ciò significa più diversità nel settore, il che è una cosa positiva.”
Altri aggiornamenti includono un sistema di commissioni a più livelli, che permette ai fornitori di liquidità di essere compensati per l’assunzione di vari gradi di rischio. Inoltre, la v3 introdurrà tre livelli di commissioni separati per ogni coppia di trading sulla base della volatilità stimata: 0,05%, 0,30% e 1,00%. In teoria, questa misura aiuterà a offrire ai fornitori di liquidità una maggiore protezione contro la perdita impermanente.

Infine, la v3 apporta importanti modifiche alle bonding curve esistenti del market maker automatizzato di Uniswap, che aggregano le posizioni individuali in una singola pool per formare una bonding curve combinata contro cui gli utenti negozieranno.

La v3 non convince tutti
Anche se molti stanno lodando Uniswap v3, Sergej Kunz, co-fondatore dell’aggregatore di DEX 1inch, ha spiegato a Cointelegraph che, rispetto alla v2 e alla maggior parte degli altri market maker automatizzati, la nuova versione è diventata uno strumento specializzato rivolto più a market maker sofisticati che a fornitori di liquidità dilettanti:

“Il rovescio della medaglia della maggiore efficienza del capitale è la complessità della gestione e della fornitura di liquidità. Sin dal lancio del servizio Flashbots, gli AMM sono stati presi di mira da sandwich attack, e il design di Uniswap v3 è ancora vulnerabile a questo problema.”
Interrogato sulla crescita parabolica di UNI, che ha spinto il token nella top 10 della classifica per capitalizzazione di mercato, Kunz ha precisato che questi governance token non hanno alcun valore intrinseco oltre a fornire ai possessori l’opzione di partecipare in certe questioni legate alla governance.

Inoltre, ha evidenziato che i team centrali di Uniswap stanno rilasciando nuove funzionalità e aggiornamenti attraverso l’uso di “licenze commerciali.” Kunz ha commentato: “Onestamente, questo approccio non è in linea con lo spirito della finanza decentralizzata.”

L’attuale slancio della DeFi è destinato crescere?
Nonostante le gas fee elevate sul network di Ethereum (attualmente una transazione su Uniswap costa agli utenti circa 21$), la maggior parte dei DEX continua ad attirare volumi di trading notevoli. A tale proposito, Fernando Martinelli, il CEO di Balancer (un protocollo per la liquidità programmabile), ha spiegato a Cointelegraph:

“Un numero sempre più grande di utenti sta arrivando nella DeFi, favorendo la crescita soprattutto nel campo degli AMM. Gli AMM costituiscono il livello di liquidità sottostante fondamentale per i prodotti e servizi DeFi, e ultimamente sembra che il mercato lo comprenda sempre di più. Questa crescita è vantaggiosa per l’ecosistema in generale, incluso Uniswap.”
Inoltre, ha segnalato che Balancer sta per lanciare la v2 del suo protocollo nativo con un set di nuove funzionalità, ma queste opzioni saranno nettamente diverse da quelle offerte da Uniswap v3:

“Entrambe beneficeranno gli utenti della DeFi migliorando l’efficienza del capitale. Uniswap v3 ha preso una direzione molto diversa da quella di Balancer v2, una cosa positiva per il settore nel suo complesso.”

Anche se molti attendevano con ansia l’arrivo di Uniswap v3, sembra che l’aggiornamento potrebbe non aver soddisfatto le aspettative. Per esempio, il fondatore Adams aveva promesso che avrebbe messo a tacere i critici lanciando un aggiornamento che avrebbe reso l’AMM della piattaforma protetto dalla perdita impermanente e super efficiente, ma sembra che la v3 in realtà peggiori la perdita impermanente.

Questo è dovuto al fatto che il meccanismo dipende fortemente dal concetto di “liquidità concentrata,” che sostanzialmente concede ai fornitori di liquidità la facoltà di scegliere i range di prezzo in cui sono disposti a impegnare liquidità, invece di coprire l’intera gamma da zero a infinito.

Un altro forte svantaggio associato a Uniswap v3 è la rimozione dei pool token. Al loro posto, il protocollo utilizza token non fungibili per rappresentare la posizione specifica di un utente, danneggiando così la “componibilità” che renderebbe istantaneamente inutilizzabili concetti come i mercati Uniswap di Aave o i vault di pool token di Maker.

Anche se la v3 rende difficile per gli utenti evitare problemi di slippage e utilizzare pool token, sembra piuttosto probabile che in futuro gli sviluppatori della piattaforma prenderanno in considerazione questi punti dolenti per migliorare il sistema, consentendo agli utenti meno esperti di esplorare l’universo DeFi molto più facilmente.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here