Chainalysis ha tracciato i guadagni totali in dollari statunitensi generati nel 2020 grazie a Bitcoin: le economie più piccole hanno investito maggiormente nella criptovaluta

Sembra che i mercati emergenti stiano superando le aspettative per quanto riguarda gli investimenti in Bitcoin (BTC), offrendo ulteriori prove di una crescente adozione globale: lo rivela un nuovo report della società di analisi crypto Chainalysis.

Un’analisi geografica dei guadagni realizzati su Bitcoin ha rivelato che l’anno scorso gli investitori negli Stati Uniti hanno generato 4,1 miliardi di dollari in rendimenti, più del triplo rispetto alla Cina in seconda posizione. Anche paesi forti dal punto di vista economico come il Giappone, il Regno Unito e la Germania si trovano nelle prime posizioni, diverse nazioni stanno investendo molto di più in Bitcoin rispetto a parametri economici tradizionali come il prodotto interno lordo.

In altre parole, il PIL potrebbe non essere un forte indicatore di chi sta generando rendimenti superiori sugli investimenti in Bitcoin.

Il caso più evidente è il Vietnam, paese al 53° posto nella classifica del PIL ma in 13° posizione per quanto riguarda i guadagni realizzati su Bitcoin. La forte trasformazione del paese dell’Asia orientale da un’economia pianificata centralmente a un sistema che adotta riforme di mercato ha portato il tasso di povertà da oltre il 70% nel 2002 a meno del 6%, stando alla World Bank.

Inoltre, Chainalysis ha richiamato l’attenzione su Repubblica Ceca, Turchia e Spagna, rispettivamente al 54°, 25° e 19° posto nella classifica del PIL, ma tutte nella top 20 in termini di guadagni realizzati su Bitcoin.

Il bull market di Bitcoin del 2020-2021 è iniziato a ottobre dell’anno scorso, e il prezzo è esploso da 11.000$ a oltre 29.000$ entro il 31 dicembre. Nell’anno successivo, il prezzo di Bitcoin ha toccato un picco vicino a 65.000$ ad aprile prima di registrare una brusca correzione.

Chainalysis è riuscito a estrapolare dati specifici per paese analizzando il traffico web su vari exchange di criptovalute in base alla posizione. Cointelegraph ha chiesto alla società di analisi come ha affrontato il potenziale uso di VPN da parte degli utenti di exchange. Pur riconoscendo le limitazioni, Chainalysis ha sostenuto la sua rigorosa analisi dei dati sulle operazioni:

“Riconosciamo che ci sono chiare limitazioni all’uso di dati sul traffico web, incluso l’utilizzo di VPN e altri prodotti in grado di nascondere l’origine geografica dell’attività web. Tuttavia, i dati che formano i trend esplorati comprendono milioni di transazioni, quindi questa attività dovrebbe essere estremamente diffusa per influenzarli in modo significativo.”
Il report fa eco a ciò che molti appassionati di crypto sostengono da tempo: Bitcoin offre agli investitori nei mercati emergenti libero accesso a un asset altamente performante. Questo è particolarmente importante in regioni che affrontano inflazione elevata e rigidi controlli governativi su depositi e prelievi bancari.

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